Salta al contenuto
Edoardo Morina
( Videocorso on demand · 9 moduli )

Dal commerciale all’autoriale

Shoot The Family Sh*t

Fotografare la Famiglia

Da rito domestico a racconto consapevole. Un percorso per fotografi che vogliono dare profondità narrativa ai propri progetti sulla famiglia, personali o su commissione.

Larry Sultan, My Mother Posing, dalla serie Pictures from Home
Larry Sultan · Pictures from Home

Stavo cercando di capire la distanza tra come immaginiamo la nostra vita familiare e come essa è realmente.

Larry Sultan

Q uando fotografi una famiglia, non documenti ciò che vedi. Ripeti un gesto che ha centocinquant’anni di storia alle spalle. È sempre stata una messa in scena: decide cosa mostrare, cosa escludere, cosa merita di diventare memoria.

Decidere di fotografare qualcosa significa decidere che quella cosa è degna di essere vista.

Susan Sontag

Questo corso è pensato per chi vuole guardare la famiglia, la propria e quella degli altri, con maggiore consapevolezza.

Quando il fotografo smette di limitarsi a registrare e inizia a interrogare ciò che sta fotografando: relazioni, ruoli, aspettative, intimità. Perché, come scrive John Berger, ogni immagine contiene un modo di vedere, e nessuno sguardo è neutro.

Attraverso autori che hanno messo in crisi l’idea di spontaneità e di ricordo come verità oggettiva, il corso affronta alcuni nodi centrali della fotografia contemporanea: la costruzione del reale, la tensione tra prossimità e distanza, il tempo che si deposita, il confine fragile tra racconto ed esposizione, chi ha il diritto di chiamarsi famiglia. E arriva dove serve arrivare: a costruire un lavoro tuo.

Non è un corso tecnico. È un percorso per capire cosa stiamo facendo davvero quando fotografiamo le famiglie: la nostra, quando diventa progetto, e quelle che ci affidano la loro storia.

Fotografare la famiglia, qui, non significa conservarla. Significa pensarla.

Per chi è

Per chi è questo corso.

01

Lavori con le famiglie

Fotografi professionisti

Fotografi di matrimonio, di famiglia, di reportage interessati alla famiglia come territorio narrativo e culturale. Per andare oltre la produzione di immagini, per sviluppare una visione capace di leggere relazioni, ruoli, strutture.

02

Studi il medium

Studenti di fotografia

Nei percorsi formativi la fotografia di famiglia viene spesso trattata come genere minore, nonostante la sua centralità nella pratica fotografica. Questo corso propone una lettura critica del tema, attraverso le opere che ne hanno ridefinito il significato.

03

Cerchi una direzione

Fotoamatori evoluti

Per chi non cerca conferme tecniche ma un motivo, una postura, uno sguardo con cui lavorare sulla propria famiglia come materia viva di un progetto fotografico consapevole.

Nota

Non è un corso tecnico

Non è un corso su come fotografare. È un corso su cosa significa fotografare. Sguardo, etica, forma, genealogie dell’immagine. Se cerchi soluzioni rapide, non è questo il posto.

Richard Billingham, dalla serie Ray’s a Laugh
Richard Billingham · Ray’s a Laugh

A loro piace quello che faccio. Voglio che vedano tutto.

Richard Billingham
Il percorso

Nove moduli, al tuo ritmo.

01

Il rito e la menzogna

Perché la fotografia di famiglia mente e perché è importante saperlo

Il codice invisibile della fotografia familiare. Cosa fotografiamo e cosa escludiamo. Bourdieu e le occasioni legittime. Barthes e il punctum che tradisce la posa. Batchen e la foto come reliquia. Il punto di partenza: prima di rompere le regole, bisogna sapere quali sono.

Alcune opere
Pierre Bourdieu (Un art moyen), Roland Barthes (La camera chiara), Marcel Proust (Alla ricerca del tempo perduto), Susan Sontag (Sulla fotografia), Walter Benjamin (Piccola storia della fotografia), August Sander (Menschen des 20. Jahrhunderts), John Berger (The Suit and the Photograph), Geoffrey Batchen (Forget Me Not)

02

L’infanzia

Oltre la cartolina: fotografare i bambini come esseri umani complessi

Per centocinquant’anni abbiamo fotografato i bambini come angeli. Alcuni fotografi hanno rotto quel patto mostrando la noia, la selvatichezza, le emozioni che non sappiamo nominare. Non hanno tolto l’innocenza, hanno aggiunto la complessità. La domanda è: stai fotografando un bambino o stai ripetendo un’idea di infanzia che qualcun altro ha deciso per te?

Alcune opere
Lewis Carroll, Sally Mann (Immediate Family), Christopher Anderson (Son), Alain Laboile (La Famille), Alessandra Sanguinetti (The Adventures of Guille and Belinda and the Enigmatic Meaning of Their Dreams), Anne Higonnet (Pictures of Innocence)

03

Prossimità e distanza

Fotografare ciò che si conosce troppo bene

Il problema della distanza quando non c’è distanza. La macchina fotografica come protesi cognitiva, guardare per sopravvivere. Lo sguardo dall’interno contro lo sguardo dall’esterno. Quando la fotografia introduce una frattura nella relazione.

Alcune opere
Richard Billingham (Ray’s a Laugh), Marc Asnin (Uncle Charlie), Larry Towell (The World from My Front Porch), Tina Barney (Theater of Manners), John Berger (Ways of Seeing), Martha Rosler, Donna Haraway, David Levi Strauss (Between the Eyes)

04

L’istante e la perdita

Invecchiamento, malattia, lutto, assenza

La serialità come unico modo per fotografare il tempo. Chronos e Aion, la differenza tra catturare un istante e costruire una durata. Fotografare la perdita senza pietismo. La fotografia come lavoro del lutto.

Alcune opere
Henri Bergson, Gilles Deleuze, Jacques Derrida (Mal d’archivio), Nicholas Nixon (The Brown Sisters), Doug DuBois (All the Days and Nights), Larry Sultan (Pictures from Home), Mitch Epstein (Family Business), Phillip Toledano (Days with My Father), Masahisa Fukase (Ravens)

05

L’archivio e la memoria

Lavorare con le immagini che esistono già

L’album di famiglia come testo da rileggere, non da sfogliare. Tornare nell’archivio familiare con occhi nuovi. Mescolare materiali, foto vecchie, «filmini», conversazioni, documenti. La differenza tra ricordo e forma.

Alcune opere
Moira Ricci (20.12.53 – 10.08.04), Lebohang Kganye (Ke Lefa Laka), Silvia Rosi (Encounter), Alba Zari (Occult), Carolle Bénitah (Photos souvenirs), Thomas Sauvin (Beijing Silvermine), Erik Kessels (In Almost Every Picture), The Anonymous Project (Lee Shulman), Christian Boltanski (Les Archives de C.B. 1965-1988), Boris Mikhailov

06

Il consenso e il limite

Fino a dove ci si può spingere con chi si ama

Fotografare la malattia, il declino, il corpo di chi ti ha cresciuto. Chi dà il permesso, e quanto vale quel permesso. Il patto con chi sta dall’altra parte dell’obiettivo non si firma una volta sola: si rinnova ogni volta che alzi la macchina. E poi c’è il confine di chi entra in una famiglia che non è la sua. In fondo, quello che dice la legge.

Alcune opere
Siân Davey (Looking for Alice), Birthe Piontek (Mimesis), Cheryle St. Onge (Calling the Birds Home), Eugene Richards e Dorothea Lynch (Exploding into Life), Leigh Ledare (Pretend You’re Actually Alive), Annie Leibovitz (A Photographer’s Life), Jim Goldberg (Rich and Poor), Trish Morrissey (Front), Gillian Wearing (Album)

07

Quotidiano e narrazione

Come la vita di casa diventa un racconto

Migliaia di foto di casa nel telefono, e nessuna storia. Quattro strade per trasformare la vita di tutti i giorni in racconto: tenere un diario, guardare come si vive insieme, mettere in scena, montare e lasciare la parola a chi è fotografato.

Alcune opere
Jacques-Henri Lartigue, Annelies Štrba (Shades of Time), Bill Owens (Suburbia), Ute Mahler (Zusammenleben), Julie Blackmon (Domestic Vacations), Ralph Eugene Meatyard (The Family Album of Lucybelle Crater), Trent Parke (The Christmas Tree Bucket), Sohrab Hura (Look It’s Getting Sunny Outside!!!), Sigmund Freud (Il perturbante)

08

Politica dell’intimità

Chi decide cosa è una famiglia

Il personale è politico. La casa dove il mondo entra senza bussare, le famiglie che la legge non riconosce, quelle che si scelgono, i genitori guardati con altri occhi. Genere, orientamento, origine, classe: quando fotografare la propria famiglia è un atto politico prima ancora che estetico.

Alcune opere
Brenda Ann Kenneally (Upstate Girls), Carrie Mae Weems (Kitchen Table Series), Catherine Opie (Domestic), Sunil Gupta («Pretended» Family Relationships), Dayanita Singh (Myself Mona Ahmed), Zanele Muholi (Faces and Phases), Mickalene Thomas (Happy Birthday to a Beautiful Woman), Gillian Laub (Family Matters), Carol Hanisch (Il personale è politico)

09

Lo sguardo che non chiude

Dal fotografare la famiglia al costruire il tuo lavoro

Tutto quello che hai visto converge qui. Come si sceglie, come si dice la foto che manca, come si accostano due immagini, che forma dare al lavoro, perché prima o poi devi metterti davanti. E due strumenti: sette domande da fare a qualunque foto di famiglia, e una domanda da cui cominciare il tuo progetto, personale o su commissione.

Alcune opere
Seiichi Furuya (Mémoires), Hervé Guibert (L’immagine fantasma), Mariela Sancari (Moisés), Federico Clavarino (Hereafter), Yoshikatsu Fujii (Red String), Jo Spence (Beyond the Family Album)

Galleria

Autori e opere di riferimento.

Donna che compone un puzzle sul divano di casa
Giovanni Cocco Monia
Donna affacciata dal finestrino di un furgone con un bambino, su una strada di campagna
Larry Towell
Ragazza accovacciata nell’acqua, ritratto sfocato in bianco e nero
Sally Mann Immediate Family
Doug DuBois, Dad, Hampton Ponds III, 2002
Doug DuBois All the Days and Nights
Una madre trucca la figlia seduta al tavolo di cucina, sotto una lampada
Carrie Mae Weems Kitchen Table Series
Quattro donne intorno al tavolo di una cucina di San Francisco
Catherine Opie Domestic
Giovane donna in maglione azzurro che sorride davanti a una parete rossa
Seiichi Furuya Mémoires
Bambini che giocano in una sala da pranzo luminosa, sotto un lampadario
Julie Blackmon Domestic Vacations
Bambino su un triciclo con un fucile giocattolo nel vialetto di casa
Bill Owens Suburbia
Uomo anziano dai capelli grigi con un maglione a righe rosse e blu
Mariela Sancari Moisés
Bambina che si sporge da un tronco verso un gatto, lungo una strada sterrata
Larry Towell
Famiglia in soggiorno con teli da mare a righe, davanti a un pianoforte
Tina Barney Theater of Manners
Figura sola di spalle sotto una fitta nevicata
Giovanni Cocco Monia
Bambino con un uccellino appoggiato sulla camicia, accanto a un altro bambino con un gatto
Larry Towell
Masahisa Fukase, dalla serie Ravens
Masahisa Fukase Ravens
Due donne distese nell’acqua di un fiume con dei fiori tra le mani
Alessandra Sanguinetti The Adventures of Guille and Belinda
Ragazza e ragazzo seduti su un letto, in una stanza dalla parete verde
Sian Davey
Uomo che chiude una valigia sul letto di una camera
Doug DuBois All the Days and Nights
Bambina raggomitolata a terra davanti a un cerbiatto
Alain Laboile Summer of the Fawn
Due donne in accappatoio in un bagno, riflesse nello specchio
Tina Barney Theater of Manners
Figura di spalle riflessa su un vetro, sovrapposta agli edifici di una città
Christopher Anderson
Domande

Le domande che mi fate più spesso.

Il corso è tecnico?
No. Non parliamo di impostazioni, luci, ottiche. Parliamo di sguardo, etica, forma, storia della fotografia. Se cerchi un tutorial su come fare ritratti di famiglia in luce naturale, questo non è il corso giusto.
Cosa trovo dentro ogni modulo?
Brevi video in cui le opere degli autori si vedono intere, schemi animati che spiegano i concetti, e alla fine di ogni modulo le opere da andare a cercare. Nessun esercizio con la scadenza: il lavoro vero lo fai sulla tua famiglia, quando vuoi.
Arrivo alla fine con un progetto?
Arrivi con gli strumenti per cominciarlo. L’ultimo modulo è dedicato a questo: come si sceglie, come si accostano le immagini, che forma dare al lavoro, e da quale domanda partire, che sia un progetto personale o un lavoro su commissione.
Devo conoscere gli autori citati?
No. Li presentiamo noi. Il corso è pensato per essere accessibile anche a chi non ha mai letto Barthes o Sontag. Ma se li hai letti, troverai connessioni che non avevi considerato.
Marc Asnin, dalla serie Uncle Charlie
Marc Asnin · Uncle Charlie
In due parole

La fotografia di famiglia non è un genere minore.

È il luogo dove si giocano le domande più grandi: chi siamo, cosa mostriamo, cosa nascondiamo, cosa resta di noi quando non ci saremo più.

Se vuoi iniziare a pensare prima di scattare, questo è il punto di partenza.

Una mail sola, quando si apre. Niente altro.

Voglio
saperne di + ↗
L’hai già comprato? Entra ↗